ORWELL AVEVA RAGIONE

"1984" e "La fattoria degli animali" sono molto più che semplici allegorie: descrivono situazioni piuttosto comuni. Basta saperle vedere.

Nell'acquisizione e mantenimento del potere sulle masse, una strategia utilizzata è la trasformazione forzata del linguaggio, per impiegarlo come strumento per l'omologazione e il controllo del pensiero.

L'omologazione del pensiero crea un sostrato comune, al quale i più si appigliano per ottenere conferma del senso di appartenenza al gruppo, sensazione che, chi gestisce il potere, desidera sia diffusa e interiorizzata, per consolidare la propria presa sulle coscienze.

Plasmare il linguaggio
è uno strumento di potere

L'appartenenza a un gruppo, l'identificarsi con un'entità il cui valore è percepito dalla massa come superiore alla semplice somma dei singoli individui e che, apparentemente, è capace di garantire il mantenimento di uno status quo che pare sostenere la sopravvivenza, contribuisce a rafforzare nella popolazione quel senso di sicurezza al quale molti anelano, mossi da un ancestrale e prepotente istinto di conservazione.


La trasformazione programmata del linguaggio avviene, infatti, mediante imposizioni e forzature che hanno il loro sostegno in un meccanismo di premi e punizioni tutto sommato semplice: se sei in linea col pensiero comune, appartieni al gruppo e non devi temere per la tua sopravvivenza; se non sei in linea, sei fuori dal gruppo e ogni interazione e ogni supporto ti verranno accuratamente e sollecitamente negati, compromettendo la tua sopravvivenza.

La trasformazione del linguaggio
gioca su paure ancestrali

La limitazione del pensiero mira a ridurre le capacità critiche non solo mediante una sostanziale ridefinizione dei significati associati alle parole ma anche mediante l'istituzione di una sorta di corpo di vigilanza del linguaggio, formato da inconsapevoli e zelanti volontari: ecco, quindi, che col tempo espressioni sgradite al potere provocheranno nella soldataglia diffusa sguardi inorriditi, sdegnati o scandalizzati, perentorie richieste di chiarimenti, attacchi verbali.


I vigilanti del linguaggio vengono creati attraverso una ripetizione continua del modello di reazione che ci si aspetta da loro: a uno specifico stimolo si deve, infatti, reagire prontamente, senza star troppo a pensarci su.
Qualcuno esprime un pensiero non in linea? La reazione minima attesa contempla lo spalancare gli occhi, scuotere la testa, rivolgere l'attenzione ad altri ed escludere dalla conversazione chi non è in linea.

I riflessi pavloviani indotti
creano i vigilanti del linguaggio

Come Pavlov riuscì a indurre reazioni automatiche in cani adeguatamente addestrati, così la propaganda martellante riesce a plasmare le menti dei vigilanti del linguaggio.

Ipazia, brillante filosofa, matematica e astronoma alessandrina, fu massacrata da un'orda di fondamentalisti cristiani anche a causa dell'importante supporto che forniva agli amministratori locali, in avversione allo spietato vescovo Cirillo, aduso a efferatezze compiute dal suo sicario preferito: un popolo mentalmente soggiogato.

Le streghe mandate al rogo spesso furono solo donne use a una vita differente dalle altre, trascinate alla pira, se non linciate prima di arrivarci, dal popolo infuriato, adeguatamente imbevuto di superstizioni.

Galileo Galilei fu costretto all'abiura perché colpevole di diffondere idee - poi rivelatesi corrette - contrarie ai dettami religiosi più diffusi al suo tempo.

I giustiziati in Francia durante il periodo del Terrore furono reputati rei per il solo pensare in modo diverso dai tiranni di fatto di quel momento storico.

Dissidenti dell'Italia fascista e cittadini dell'Unione Sovietica vittime di purghe e deportazioni al confino o in campi di prigionia si macchiarono della terribile colpa di esprimere il proprio ragionato dissenso verso le derive autoritarie dei leader, confidato solo a pochi intimi, ritenuti di fiducia ma poi rivelatisi infidi delatori, supini al lavaggio del cervello operato dai regimi.

Liberi pensatori degli Stati Uniti d'America durante il maccartismo furono perseguitati, a volte basando le accuse contro di loro soltanto su alcune frasi riferite da zelanti informatori.

La distopia descritta da Orwell
è una costante della storia umana

Quando una tirannia ha bisogno di consolidarsi, ricorre a forme di coercizione per plasmare il pensiero collettivo. Le tattiche usate e i loro effetti in tali frangenti sono ben descritte nelle due opere di Orwell: rileggerle contribuisce a migliorare la nostra capacità di individuarle.