1984

Il famoso romanzo di Orwell sembra dipingere una società distopica ma, a ben vedere, essa è già ampiamente diffusa e radicata nel mondo reale.


Riuscirà un uomo solo a demolire una tirannia che fonda il suo potere su menzogne, alterazioni degli avvenimenti storici e l'introduzione di una nuova lingua semplificata?

L'ambientazione
Il mondo è diviso in tre blocchi, contrapposti da un conflitto che si trascina ormai da tempo.
L'azione del romanzo si svolge in una delle tre macroregioni, denominata Oceania, dove il controllo della popolazione è strettissimo, realizzato mediante l'uso di monitor dotati di telecamera, installati per legge ovunque, anche nelle abitazioni private. I monitor diffondono continuamente messaggi di propaganda in modo da martellare le menti delle persone e ridurre al minimo qualsiasi forma di pensiero non ortodosso; le telecamere riprendono la vita dei cittadini sempre e dappertutto, eliminando nei fatti qualsiasi forma di privacy.
La Psicopolizia controlla e interviene in modo deciso, ricorrendo alla tortura e a forme estreme di lavaggio del cervello, qualora si abbia anche solo il sospetto che un cittadino mostri segni di deviazione dal pensiero imposto dal Partito Unico.
La società è apparentemente governata da un unico individuo, che nessuno ha mai incontrato di persona: il Grande Fratello. La sua immagine compare dappertutto, accompagnata dallo slogan "Il Grande Fratello ti guarda".

Il protagonista
Winston Smith lavora presso il Ministero della Verità e fra i suoi compiti figurano la revisione di articoli apparsi sui giornali e che necessitano di essere corretti per conformarsi alle direttive del Partito Unico che governa Oceania. Tali correzioni prevedono la modifica di dati, l'eliminazione di nomi di personaggi rivelatisi, nel tempo, dissidenti, la riscrittura completa di descrizioni di eventi in modo che ricalchino le previsioni fatte dal Partito Unico.
Apparentemente in linea con i dettami del Partito Unico, in realtà Winston mal sopporta le menzogne che egli stesso deve inserire nei documenti assegnatigli per le "correzioni". Il suo senso critico ancora indomito lo porta a notare le innumerevoli contraddizioni e menzogne che caratterizzano la continua azione di propaganda.
Un incontro particolare lo porterà a mettersi in contrasto diretto col Partito Unico e le sue assurde leggi.

Gli altri ovvero i cani da guardia
Nel romanzo colpiscono le descrizioni degli atteggiamenti tenuti dalle persone intorno a Winston, soprattutto di coloro che non esiterebbero un attimo prima di denunciare un caro amico, un parente stretto o addirittura un familiare se questi destasse anche solo il sospetto di intrattenersi in pensieri proibiti.
Gli effetti della propaganda vanno dalla più cupa rassegnazione di coloro che si accontentano di sopravvivere in una società che, di fatto, ha eliminato qualsiasi pietà verso gli individui, all'aggressività di coloro che scatterebbero immediatamente in piedi per additare un presunto traditore del pensiero unico.
La propaganda è talmente efficace che la comparsa di efficienti e inconsapevoli guardiani del pensiero corretto - esterni alla Psicopolizia - è avvenuta in modo spontaneo.

"1984" è oggi. Già da ieri
Gli strumenti per il controllo mentale di massa sono già a disposizione da anni: dal cinema (Mussolini diceva: "La cinematografia è l'arma più forte") alla radio e alla infernale televisione - da alcuni decenni responsabile del lavaggio del cervello di intere nazioni - arrivando ai media online moderni e ai social network, i mezzi per monitorare e indirizzare il pensiero comune si sono fatti sempre più pervasivi ed efficaci.
Fra le armi a disposizione di chi vuol controllare le menti altrui, il linguaggio che il politically correct vorrebbe imporre sembra proprio l'implementazione della neolingua del romanzo orwelliano, tesa sia a nascondere aspetti spiacevoli della realtà che potrebbero suscitare giusti interrogativi nella popolazione, sia a ridimensionare in modo significativo le capacità espressive degli individui, neutralizzandone così le possibilità di formulare pensieri complessi e di guardare oltre la cortina fumogena della propaganda.

In conclusione
Il romanzo di Orwell racconta di un mondo distopico ma molto simile a quello in cui viviamo. Rileggerlo ha l'interessante effetto collaterale di risvegliare l'attenzione sui mezzi usati dai tiranni per consolidare il proprio potere, come, per esempio, ricorrere alla propaganda martellante, che ripete in continuazione messaggi da far entrare a forza nelle menti di tutti.