LA FATTORIA
DEGLI ANIMALI

L'autore del celebre "1984" spiega, in forma di racconto, come funzionano alcune delle tecniche utilizzate dalle classi dirigenti per ridurre in schiavitù un popolo ed eliminare quasi del tutto i legittimi dubbi di chi osserva e scopre evidenti contraddizioni.


Può una rivoluzione, nata per sfuggire a sfruttamento e tirannide, portare ad una solo apparente libertà, dove la situazione diviene persino peggiore ma col plauso di tutti?

La ribellione
Il libro si apre con la cacciata dell'uomo da una fattoria, dove gli animali domestici e da allevamento hanno deciso di ribellarsi allo sfruttamento per creare una comunità autonoma.
A capo della comunità si insediano i maiali, che ben presto diventeranno i nuovi tiranni.

La figura dei maiali
Sin dalla sua uscita, "La fattoria degli animali" è stato considerato un libro che descrive cosa accade quando i comunisti - i maiali - vanno al potere. Un'interpretazione comprensibile visto che, al tempo, esisteva un Paese - l'Unione Sovietica - che somigliava alla comunità descritta nel racconto e che il libro contiene molti episodi che sono chiare parodie di eventi storici legati alla Rivoluzione russa.
I maiali sono i comunisti reali, quelli che strumentalizzano un'ideologia per i propri fini - per i propri porci comodi, verrebbe da dire - e rendono schiavo un intero popolo, sottomettendolo con un'azione di propaganda mirata e incredibilmente sfacciata, gettandolo in una vita ancor peggiore di quella precedente alla rivoluzione.

Una moderna favola di Esopo
Come Esopo usava gli animali per narrare le sue favole, così Orwell impiega quelli di una fattoria per mostrare come, in certi casi, da una rivoluzione scaturita per migliorare le condizioni di vita di un'intera nazione ne nasca un regime spietato e cieco ai reali bisogni di ampie fasce della popolazione.
L'opera ha il pregio di illustrare cosa può accadere quando si eseguono ordini e si seguono precetti assoluti senza fermarsi un attimo a pensare se essi siano davvero sensati e mirati alla creazione di benessere per tutti oppure siano il frutto di menti malate, manipolatorie e perverse.

Le parole per convincere
Gli avvenimenti narrati nel libro, benché surreali, hanno la capacità di mostrare in modo efficace come esseri astuti e tutto sommato non più intelligenti degli interlocutori possano prendere il potere e creare un'ampia base di consenso, con molta faccia tosta e slogan di facile comprensione ripetuti allo sfinimento.
In maniera simile al politically correct, la subdola imposizione di un linguaggio diverso da quello comune, attuata mediante forzature continue, alla lunga ottiene i risultati sperati da chi ha interesse nel rintuzzare i tentativi di mettere in discussione la classe dirigente.
Come il politicamente corretto è una vernice che nasconde le vere sfide di ogni giorno con una patina artificiale di parole, così il modo di esprimersi dei maiali nella fattoria ribelle è teso a nascondere la cruda verità: la rivoluzione ha favorito pochi, i quali si sono insediati al posto dei vecchi tiranni, con l'intento di sfruttare tutti coloro che si lasciano convincere.

In conclusione
L'opera di Orwell si muove in un ambiente diverso da quello di "1984" ma il messaggio di fondo è analogo e lancia un avvertimento valido per ogni epoca, un avvertimento che consiglia di tenere sempre occhi e orecchi aperti, soprattutto quando la propria mente inizia a sentirsi a disagio per richieste e comportamenti che sembrano andare contro il comune buon senso e la sensazione di sopravvivere invece di vivere si fa via via sempre più forte.