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MR. NICE GUY

(MAI PIÙ BRAVO RAGAZZO)

La ricetta per trasformare un "bravo ragazzo" in un vero uomo, nonostante la propaganda del politically correct, le serie tv e i film pieni zeppi di mariti inetti e remissivi e il continuo attacco mediatico ai maschi con le idee chiare.


L'opera - al momento disponibile soltanto in lingua inglese - propone un piano collaudato per riconquistare le posizioni perdute dai "bravi ragazzi" in campi come il lavoro, il sesso e la vita in genere.
Il dottor Robert Glover, con alle spalle quasi tre decenni di esperienza nel trattare la cosiddetta "sindrome del bravo ragazzo", citando casi reali espone le sue teorie sui danni arrecati agli individui maschi di alcune società occidentali da parte del politicamente corretto, del femminismo estremista, della propaganda buonista e delle mode mediatiche, offrendo soluzioni pratiche ed efficaci.

La sindrome del "bravo ragazzo"
Glover afferma che, negli ultimi decenni, si è diffusa su larga scala la "sindrome del bravo ragazzo". La sindrome colpisce i soli individui maschi occidentali e presenta sintomi specifici, fra i quali l'eccessiva disponibilità, la ricerca di approvazione da parte del prossimo, gli sforzi costanti di nascondere i propri difetti, la difficoltà nel condividere esperienze virili con altri maschi, l'incapacità (parziale o completa) di farsi rispettare.
Questo porta il "bravo ragazzo" ad avere scarsa o inesistente autostima, atteggiamenti passivo-aggressivi, lunghi periodi di remissività che, inevitabilmente, a volte conducono a imprevedibili esplosioni di rabbia.

Come nasce (e purtroppo cresce) un "bravo ragazzo"
Nonostante il libro sia nato e si sia diffuso prevalentemente negli USA, alla cui cultura spesso si rivolge, risulta utile anche per tutti gli uomini che vivono nei Paesi occidentali che risentono dell'influenza della cultura americana.
Glover imputa a certe mode sociali occidentali alcune delle cause che portano alla nascita di un "bravo ragazzo": insistere, per esempio, nel sostenere che certi atteggiamenti da parte di bambini, adolescenti e giovani adulti maschi siano da evitare e qualcosa di cui vergognarsi, comunicano in una fase delicata della crescita e della formazione del carattere il messaggio che il maschio è sbagliato e che, per rendersi accettabile, deve rinunciare a se stesso, cercando di diventare qualcosa di differente.
Tutto questo porta un giovane uomo a pensare di essere in qualche modo sbagliato e a imboccare una di due possibili strade: sentirsi costantemente inferiore agli altri o, al contrario, reagire in modo estremo alla snervante e continua pressione psicologica, ostentando atteggiamenti di superiorità.
Se a questo si aggiunge che, dalla seconda metà del XX secolo, si è visto trionfare il divorzio (con conseguenti famiglie unigenitoriali, di solito a guida femminile), il confermarsi di una quasi esclusiva presenza femminile nel sistema educativo, il movimento della liberazione della donna con la diffusione del femminismo estremista e, trasmessi dalla televisione, serie tv e film con maschi ridotti a pupazzi pigri e stupidi, si capisce come un giovane uomo possa perdere, durante un periodo critico nella costruzione della sua personalità e del suo carattere, quel passo importante di identificazione con solide figure maschili.

Ricominciare a centrarsi
Fra i passi fondamentali da intraprendere per riconquistare la propria mascolinità c'è l'individuazione dei comportamenti che mostrano la ricerca di approvazione. Già la consapevolezza circa questi sabotatori di autostima mostra al "bravo ragazzo" alcuni dei meccanismi che lo rendono prigioniero di ruoli che non gli appartengono.
Per riportare gli esempi di Glover alla realtà italiana, il "bravo ragazzo" inizia a rendersi conto, per esempio, che non c'è niente di male a giocare al calcetto coi propri amici una volta alla settimana, che non c'è niente di male ad ascoltare la musica che più piace durante una mezz'oretta di totale disconnessione dal mondo e che qualche battutaccia salace fra uomini non fa male a nessuno. Anzi, queste esperienze contribuiscono a una migliore salute fisica e mentale ed è necessario rendersi conto che, chi prova a colpevolizzare queste attività facendo leva sul desiderio di approvazione del "bravo ragazzo", ignora la parola "rispetto".


Rispettare e soddisfare le proprie necessità e priorità
Un espediente che il "bravo ragazzo" a volte usa nella speranza di facilitare l'approvazione altrui è quello di fingere di essere a costo di mantenimento nullo, cioè, in altre parole, rinuncia alle sue necessità per ridurre il proprio costo percepito per così sembrare più amichevole e socievole.
Il risultato, ovviamente, è controproducente perché il "bravo ragazzo" si deprezza e comunica al mondo circostante di valere assai poco, con le conseguenze immaginabili, come diventare vittima di bullismo, risultare praticamente invisibile, finire per essere escluso dai pagamenti dei bonus di progetti lavorativi conclusi con successo.
Glover ricorda che far valere i propri diritti, ritagliarsi del tempo per dedicarsi a se stessi, opporsi a evidenti soprusi, esigere trattamenti basati sul merito e non sulla simpatia sono solo alcuni dei giusti comportamenti da tenere per difendere la qualità della propria vita e chi ci accusa di egoismo, partner comprese, sta soltanto giocando col "bravo ragazzo" come se fosse un pupazzetto.
A lungo andare, gli atteggiamenti manipolatori creano le condizioni per dinamiche psicologiche pericolose che, nella migliore delle ipotesi, portano a scontri verbali molto accesi. Glover descrive con precisione tali meccanismi esplosivi e la sua conclusione è che per uscirne è di basilare importanza tornare a soddisfare le proprie esigenze, prima di tutto il resto.
Quando il "bravo ragazzo" inizierà a cambiare comportamenti, verrà accusato di essere un orribile egoista ma poi, col tempo, non solo egli riuscirà a individuare con chiarezza coloro che cercano di manipolarlo ma otterrà il rispetto di coloro che ne riconoscono le più che umane e lecite esigenze.

Riconquistare forza e mascolinità
L'energia che spinge un uomo ad agire, creare, produrre, fare anche con le proprie mani e, se necessario, ricorrere a strumenti d'emergenza, è un tratto tipico della mascolinità, che lo porta a darsi da fare per garantire la sopravvivenza a se stesso e alle persone che per lui sono importanti.
Forza, disciplina, coraggio, passione, integrità e perseveranza sono soltanto alcune delle caratteristiche che contraddistinguono un uomo da un "bravo ragazzo", caratteristiche che, se assenti, allontanano le donne, tipicamente attratte da chi mostra una sana energia vitale.
Per riacquisire queste qualità virili, Glover suggerisce, fra i vari rimedi illustrati nel libro, di coltivare delle sane amicizie con altri uomini, che portino a svolgere insieme attività tipicamente maschili, come, per esempio, dedicarsi a giochi di squadra, guardare la partita insieme, giocare a carte, andare a pesca o, semplicemente, ritrovarsi per una bevuta e quattro risate.
Possono sembrare attività banali ma i benefici che ne trae il "bravo ragazzo" alla lunga si vedranno e contribuiranno a restituirgli la mascolinità perduta o gravemente compromessa.

Gestire relazioni sentimentali e rapporti intimi
Il "bravo ragazzo" pensa di essere inadeguato ad avere normali rapporti col prossimo, figurarsi cosa succede quando all'orizzonte si presenta l'opportunità di una relazione e, addirittura, di rapporti fisici.
Teso com'è a nascondere quelli che reputa essere imperdonabili difetti, plasmato a pensare che i propri istinti maschili siano una sorta di crimine contro l'umanità, fa il suo ingresso nell'agone dei rapporti sentimentali con strumenti inadeguati o addirittura risibili.
Si ritrova così quasi sempre solo, talvolta al guinzaglio emotivo di una donna che ama ma che lo tiene nella zona amicizia (la cosiddetta "friend zone").



Quando riesce a trovare una partner, condivide la relazione con una compagna affetta da patologie psichiche o dipendenze emotive che, insieme alla profonda insicurezza del "bravo ragazzo", inizialmente costituiscono un formidabile collante nel tenere unita una coppia destinata o a lasciarsi o a mantenere un rapporto basato sulla sofferenza e l'insoddisfazione.
Un modo per uscire da questi buchi neri sentimentali, che finiscono per assorbire completamente tempo, denaro ed energie interiori del "bravo ragazzo", è la creazione di una lista di ragionevoli aspettative che il "bravo ragazzo" desidera da un rapporto. La lista servirà innanzitutto per impostare un metodo di valutazione delle relazioni nelle quali si troverà: non di rado si accorgerà di essere in una relazione completamente sbagliata. In seguito la lista servirà per porre dei paletti a difesa della qualità della propria vita, portandolo a rifiutare atteggiamenti e situazioni che lo sminuiscono, che non rispettano i suoi desideri e che vanno contro le sue sane pulsioni.

In conclusione
I passi illustrati nel libro di Glover affinché il "bravo ragazzo" guarisca dalla sindrome che lo limita, prevedono che egli acquisisca la consapevolezza di esserne affetto, capisca quale vita davvero desidera vivere e che agisca in modo da realizzare i propri desideri.
Il testo è ricco di esempi di casi reali, con descrizioni approfondite e chiare spiegazioni sugli aspetti psicologici che muovono i personaggi a determinati comportamenti, lesivi per se stessi e per le relazioni col prossimo.
Corredato di veri e propri esercizi da svolgere, l'opera di Glover ha il pregio di affrontare con metodo la costruzione del percorso da "bravo ragazzo" a uomo autentico, senza ricorrere ai soliti stereotipi di genere o a facili generalizzazioni.
Il libro è consigliato a chi desidera uscire dalla gabbia entro la quale il politically correct, un certo femminismo estremista e molti media hanno cercato di rinchiudere gli uomini occidentali da qualche decade a questa parte.